Archivi autore: Pietro Rossi Marcelli

I racconti del Flâneur di Roma2pass: “Il lago fantasma del Re”

Questa settimana ne  “I Racconti del Flâneur” parliamo di un lago scomparso nel folto della vegetazione di Villa Ada. Per farlo però dobbiamo partire da una passione ormai desueta e anche antipatica a molti: la caccia. Ma la caccia è un’attività che l’uomo svolge da sempre e le persone che hanno questa passione ne sono talmente dipendenti che, letteralmente, “non pensano ad altro”. (cliccare sulle foto per una corretta visione di ciascuna)

Un illustre e appassionato cacciatore fu il primo Re d’Italia, Vittorio Emanuele II, che quando fu “costretto” a vivere a Roma (dopo il 1870) chiese subito di poter andare a caccia, senza venir meno ai suoi obblighi di Sovrano. I suoi ministri si misero alla ricerca di una tenuta sufficientemente ampia (e fornita di selvaggina) nei dintorni di Roma e finalmente, nel 1872, il re riuscì ad acquistare (di tasca propria) la vecchia villa Pallavicini, alcune proprietà intorno e il monte Antenne.  Aveva finalmente a disposizione un parco di circa 200 ettari, ricco di animali selvatici, a meno di 3 chilometri da casa (cioè dal Quirinale) e a un chilometro da Villa Mirafiori, dove viveva la sua Bella Rosin.  

Il re amò così tanto questa villa da farla abbellire con piante, fontane, costruzioni nei pochi anni in cui riuscì a godersela. E tra i tanti interventi richiesti dal Re ci fu anche un grande lago artificiale al centro della proprietà, per favorire la presenza di selvaggina, sia di piuma che di pelo.  La passione del Re per la caccia era così forte che un freddo giorno del gennaio 1878, nei pressi dei bordi di questo lago vicino a una fontana (oggi detta Fontanaccio), stette così a lungo appostato nei rovi, in attesa di una lontra che si era intanata, da ammalarsi di polmonite e morirne.

Ringraziamo Lorenzo Grassi per averci offerto la storia che presentiamo questo giovedì, in cui ci racconta proprio di questo lago, di come sia stato perduto nella boscaglia e poi ritrovato grazie ai pochi ruderi nascosti nel verde.  Speriamo che i nostri lettori si incuriosiscano e vadano anche loro a Villa Ada “a caccia” di questo lago fantasma (noi in ogni caso, per evitare che qualcuno ci prenda sul serio e si perda nel bosco, inseriamo, qui sotto, la mappa).

“Il lago fantasma del Re” (cliccare sul titolo per leggere il racconto)

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Il nuovo racconto del Flâneur Roma2pass parla di Sant’Agnese

Questa settimana nella rubrica “i Racconti del Flâneur Roma2pass” pubblichiamo una storia della nostra amica “Flâneuse” Maria Grazia Toniolo, che ci parla del rito degli agnellini che simboleggiano Sant’Agnese e che il 21 gennaio di ogni anno vengono benedetti nella Basilica dedicata alla santa sulla via Nomentana. In figura: Domenichino, Sant’Agnese, Castello di Windsor (Berkshire).

Si tratta di un rito particolare e commovente, che si tramanda da secoli e che serve a fornire alle suore che allevano questi agnellini, la lana per tessere i pallii con i quali il 29 giugno il Santo Padre decora le spalle nei nuovi arcivescovi metropoliti.

Questo racconto, come altri già pubblicati e quelli che seguiranno, vuole invogliare gli abitanti del Municipio II a partecipare a riti quasi sconosciuti che si svolgono in questo territorio e a visitare luoghi forse dimenticati.

Leggi il racconto “21 gennaio: festa di Sant’Agnesedi Maria Grazia Toniolo.

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Quando a piazza Ungheria arrivarono i carri armati

Luglio 1943 –  I Lancieri di Montebello in tenuta da servizio armato di fronte alla chiesa di San Bellarmino. Foto comunitaolivettiroma

Anche questo giovedì AMUSE, pubblica una nuova storia nella rubrica “I Racconti del Flâneur Roma2pass”.   

Questa volta Corrado Iannucci ci presenta una testimonianza raccolta da un coraggioso ufficiale che partecipò alla difesa di Roma dopo la caduta del fascismo nel 1943.  Il teatro della storia è piazza Ungheria che allora si trovava al centro di residenze importanti e caserme di rilievo. Per leggere subito il racconto Quando a piazza Ungheria arrivarono i carri armati clicca qui.

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I lettori Roma2pass apprezzano l’iniziativa “I racconti del Flaneur”

Negli ultimi giorni, il sito www.roma2pass.it ha raggiunto un numero mai visto fino ad oggi: 2464 visite giornaliere. Tale record ha coinciso con il lancio della rubrica Roma2passI racconti del Flaneur” e in particolare con la pubblicazione del racconto  La fontana dell’Acqua Acetosa di Giovanna Alatri e Andrea Ventura.

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“Breve storia di un grande amore intellettuale”

Una affascinante storia d’amore del primo novecento italiano tra due persone divenute poi famose, che abitavano in uno dei primi palazzi costruiti a via Flaminia e che hanno contribuito alla crescita culturale dell’Italia. Un grande amore vissuto nell’ambito di uno straordinario rapporto tra due intellettuali che hanno rivoluzionato, ognuno nel proprio campo, metodi, sistemi e principi della loro epoca.

Carlo De Bac, amico e socio di AMUSE ci propone un altro racconto, dopo “Quando ai Parioli c’erano i campi …”, che parla di uno dei personaggi che abbiamo già conosciuto in quella storia, Giovanni Cena (1870-1917), protagonista dell’avvio e dello sviluppo delle scuole dell’Agro romano, e Sibilla Aleramo (1876-1960), scrittrice,  poetessa e giornalista, che anticipa quello che sarebbe stato il femminismo degli anni Settanta.

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Giovanni Cena “Quando ai Parioli c’erano i campi …”: il vicolo di San Filippo

Care Socie, cari Soci, cari amiche e care amici,

oggi pubblichiamo “Giovanni Cena e il vicolo di San Filippo , il terzo e ultimo capitolo del racconto Quando ai Parioli c’erano i campi …  che Giovanna Alatri ha scritto per AMUSE.

In attesa di riprendere l’attività di Roma2pass continuiamo dunque a proporvi una passeggiata virtuale nell’area, fuori le Mura Aureliane a nord della città, genericamente chiamata Parioli per farvi conoscere alcuni illustri “inquilini” che vi abitavano, un secolo fa, poveri e sconosciuti ma che avrebbero acquistato nel tempo fama e notorietà.

Dopo avervi “presentato” Giacomo Balla e, Alessandro Marcucci, quest’ultima puntata del racconto  parla del poeta e scrittore Giovanni Cena (1870-1917) che dedicò la sua vita al risanamento e all’alfabetizzazione dell’Agro Romano e delle paludi pontine, insieme a un piccolo gruppo di studiosi fra cui Angelo Celli, Anna Fraentzel Celli, Alessandro Marcucci e, in modo discontinuo, Sibilla Aleramo.

Anche Giovanni Cena, come Balla e Marcucci, abitava ai Parioli, un’area periferica della città in cui allora si potevano trovare alloggi a buon mercato. In particolare, lui abitava sul vicolo di San Filippo, uno stradello che iniziava dal vicolo dei Parioli o via Parioli (oggi via Giovanni Paisiello) e correva sulle attuali via Emilio de’ Cavalieri, viale Rossini, viale Romaniavia Mafalda di Savoiavia di San Filippo Martire) seguendo il tracciato dell’antica via Salaria.

Sperando di poter riprendere presto le nostre passeggiate, vi invitiamo a leggere questa ultima puntata, augurandovi una buona lettura!

Se vuoi torna a leggere

P.S. Chiunque degli amici di AMUSE voglia farci partecipi dei suoi ricordi personali o delle sue ricerche sugli abitanti celebri del Secondo Municipio è benvenuto su queste pagine e può scrivere a roma2pass@gmail.com

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Alessandro Marcucci “Quando ai Parioli c’erano i campi …”: il vicolo Carcano

Care Socie, cari Soci, cari amiche e care amici,

oggi pubblichiamo “Alessandro Marcucci e il vicolo Carcano” , il secondo capitolo del racconto Quando ai Parioli c’erano i campi …  che Giovanna Alatri ha scritto per AMUSE.

In attesa di riprendere l’attività di Roma2pass continuiamo dunque a proporvi una passeggiata virtuale nell’area, fuori le Mura Aureliane a nord della città, genericamente chiamata Parioli per farvi conoscere alcuni illustri “inquilini” che vi abitavano, un secolo fa, poveri e sconosciuti ma che avrebbero acquistato nel tempo fama e notorietà.

Questo capitolo parla di Alessandro Marcucci, pedagogista il cui nome è indissolubilmente legato all’impresa di alfabetizzazione dell’agro romano, con la creazione di scuole di fortuna allestite in capanne e vagoni ferroviari dismessi. Alessandro Marcucci era grande amico di Giacomo Balla e abitava a vicolo Carcano, una piccola traversa della via Salaria che correva lungo il muro nord-ovest di Villa Albani, sul tracciato dell’odierna via Adda.  Filippo Carcano (1840-1914) milanese, è stato un pittore poi professore all’Accademia di Brera. Nella Pinacoteca di Brera sono esposte diverse sue opere. Oggi a Roma via Carcano è una strada del quartiere Ardeatino.

Sperando di poter riprendere presto le nostre passeggiate, vi invitiamo a leggere questa nuova puntata, augurandovi una buona lettura!

La pubblicazione del racconto si completerà lunedì 11 gennaio 2021 quando parleremo del poeta e scrittore Giovanni Cena, l’ultimo dei protagonisti.

P.S. Chiunque degli amici di AMUSE voglia farci partecipi dei suoi ricordi personali o delle sue ricerche sugli abitanti celebri del Secondo Municipio è benvenuto su queste pagine e può scrivere a roma2pass@gmail.com

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Un presepe a via Tacchini

Se passate per viale Bruno Buozzi o per via Giovanni Antonelli, fate una piccola deviazione a via Pietro Tacchini 4. Se volete entrare e vedere meglio, suonate il campanello ma, se avete fretta, potete anche sbirciare dal cancello.

Nel loro piccolo giardino con al centro una vasca piena di pesci rossi, due gentili signore, Mariolina e Marcelli Morlacchi, hanno realizzato con l’aiuto di un loro amico (gentile pure lui) un particolare presepe. C’è la Madonna, San Giuseppe, il Santo Bambino, tutti a grandezza naturale, in una semplice capanna. C’è l’angelo che, appeso al balcone del primo piano, annuncia la nascita. Ci sono tante pecorelle intorno alla natività.

La sera poi ci sono le luci che mettono in evidenza i particolari. C’è il focolare e, su richiesta, possono partire anche le luci che, illuminando la facciata del palazzo soprastante, danno l’idea che nevichi.

Un semplice spettacolo che piace a grandi e bambini, specialmente in questi momenti in cui tutto va fatto in remoto o all’aria aperta (e con la mascherina).

Le sorelle Morlacchi: Mariolina e Marcella, sono entrambe professoresse universitarie, nonché amiche di AMUSE. Marcella in particolare è l’autrice del disegno di Villa Giulia che è sul pieghevole di AMUSE e sul logo dei 10 anni dell’associazione.

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Giacomo Balla “Quando ai Parioli c’erano i campi …”: la via dei Parioli

Care Socie, cari Soci, cari amiche e care amici,

pubblichiamo “Giacomo Balla e la via dei Parioli” , il primo capitolo del racconto Quando ai Parioli c’erano i campi …  che Giovanna Alatri ha scritto per AMUSE.
In attesa di riprendere l’attività di Roma2pass continuiamo dunque a proporvi una passeggiata virtuale nell’area, fuori le Mura Aureliane a nord della città, genericamente chiamata Parioli per farvi conoscere alcuni illustri “inquilini” che vi abitavano, un secolo fa, poveri e sconosciuti ma che avrebbero acquistato nel tempo fama e notorietà.

Questo capitolo parla del famoso pittore Giacomo Balla, esponente di spicco del Futurismo, che abitava in un vecchio convento abbandonato, sul vicolo (poi via) dei Parioli, una viuzza stretta e solitaria che da Porta Pinciana conduceva all’osteria delle Tre Madonne (sul percorso delle odierne via Pinciana e via Giovanni Paisiello).
Proseguiremo con il pedagogista Alessandro Marcucci (lunedì 4 gennaio 2021) e con il poeta e scrittore Giovanni Cena (lunedì 11 gennaio 2021) gli altri protagonisti del racconto.

Sperando di poter riprendere presto le nostre passeggiate, vi invitiamo a leggere questa nuova puntata, augurandovi una buona lettura!

P.S. Chiunque degli amici di AMUSE voglia farci partecipi dei suoi ricordi personali o delle sue ricerche sugli abitanti celebri del Secondo Municipio è benvenuto su queste pagine e può scrivere a roma2pass@gmail.com

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“Quando ai Parioli c’erano i campi …” di Giovanna Alatri: una passeggiata virtuale con Roma2pass

Care Socie, cari Soci, cari amici e care amiche

in attesa di riprendere l’attività di Roma2pass, vogliamo proporvi un racconto della nostra Socia Giovanna Alatri: una passeggiata virtuale nell’area fuori le Mura Aureliane a nord della città, genericamente chiamata Parioli, per presentarvi alcuni illustri “inquilini” che vi abitavano, un secolo fa, poveri e sconosciuti ma che avrebbero acquistato nel tempo fama e notorietà.

Stiamo parlando del pittore Giacomo Balla, che abitava in un vecchio convento al vicolo dei Parioli, del pedagogista Alessandro Marcucci, che abitava al vicolo Carcano dietro Villa Albani, e del poeta e scrittore Giovanni Cena, al vicolo di San Filippo. Tre strade dei Parioli che correvano nel verde tra vigne, orti, frutteti; tre strade che oggi hanno un nome diverso e sono a stento rintracciabili in aree completamente edificate. Ma la suggestione di quei primi anni del Novecento ci induce ancor più ad amare le strade, le piazze, le ville, i parchi e i giardini dei nostri quartieri e a prendercene cura, in nome dell’impegno civico che ognuno di noi deve alla propria città.

Il racconto s’intitola “Quando ai Parioli c’erano i campi” e si sviluppa in quattro capitoli: una introduzione e tre capitoli dedicati ai ciascuno ai suddetti personaggi. L’introduzione la potete leggere subito cliccando qui, mentre le altre tre puntate saranno pubblicate su questo sito dopo Natale: nei lunedì 28 dicembre, 4 gennaio e 11 gennaio 2021.

Ringraziamo Giovanna Alatri che ci ha messo a disposizione il suo lavoro e speriamo che, anche con il suo racconto, trascorriate serenamente le prossime festività!

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