AMUSE, sostenibilità e diritto dell’ambiente: una riflessione a 40 anni dall’istituzione del Ministero dell’Ambiente

Riceviamo dalla nostra Vice Presidente Katia Mammola e volentieri pubblichiamo.

Un anniversario che guarda al futuro

Da sempre impegnata nella promozione della sostenibilità ambientale e culturale, AMUSE guarda con particolare attenzione al 40° anniversario dell’istituzione del Ministero dell’Ambiente, una ricorrenza che offre l’occasione per riflettere sul percorso compiuto dall’Italia nella tutela dell’ambiente e sulle sfide che attendono le istituzioni e la società civile nei prossimi decenni.

L’istituzione del Ministero dell’Ambiente nel 1986 rappresentò una svolta storica per l’ordinamento italiano, sancendo il riconoscimento dell’ambiente come bene pubblico unitario da proteggere attraverso politiche dedicate e strumenti normativi specifici.

Quella scelta anticipò un processo di crescente sensibilizzazione culturale e giuridica che avrebbe progressivamente interessato tutti i livelli dell’ordinamento, fino a trovare il suo pieno riconoscimento nella riforma costituzionale del 2022. Con la modifica degli articoli 9 e 41 della Costituzione, la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi è stata infatti inserita tra i principi fondamentali della Repubblica, mentre l’iniziativa economica privata è stata espressamente subordinata al rispetto della salute e dell’ambiente, anche nell’interesse delle future generazioni.

Dalla tutela dell’ambiente alla sicurezza globale

A quarant’anni da quella importante innovazione istituzionale, il diritto dell’ambiente si presenta come una delle discipline più dinamiche e strategiche del panorama giuridico contemporaneo.

Se negli anni Ottanta la protezione ambientale era prevalentemente associata al contrasto dell’inquinamento e alla conservazione delle risorse naturali, oggi essa coinvolge questioni molto più ampie, che spaziano dalla sicurezza energetica alla tutela della salute, dalla gestione delle risorse idriche alla protezione della biodiversità, fino alla prevenzione dei rischi derivanti dal cambiamento climatico.

Gli eventi degli ultimi anni hanno dimostrato quanto ambiente, salute, economia e stabilità internazionale siano strettamente interconnessi.

Le guerre che continuano a interessare diverse aree del mondo producono non solo conseguenze umanitarie e geopolitiche, ma anche gravi danni ambientali, con effetti destinati a protrarsi nel tempo. Allo stesso modo, la crescente pressione sugli ecosistemi naturali e la perdita di biodiversità aumentano il rischio di diffusione di malattie infettive emergenti, come ha evidenziato l’esperienza della pandemia da Covid-19.

Il paradigma One Health

In questo contesto assume particolare rilevanza il paradigma di One Health, oggi riconosciuto a livello internazionale come uno degli approcci più efficaci per affrontare le sfide globali.

One Health si fonda sulla consapevolezza che la salute umana non possa essere separata dalla salute animale, dalla salute delle piante e dall’equilibrio degli ecosistemi. La qualità dell’ambiente influenza direttamente il benessere delle persone, la sicurezza alimentare, la diffusione delle malattie e la resilienza delle comunità.

La tutela ambientale, pertanto, non rappresenta soltanto una questione ecologica, ma una vera e propria politica di prevenzione, salute pubblica e sicurezza collettiva.

L’impegno di AMUSE

Questa visione integrata è alla base dell’impegno di AMUSE che promuove iniziative volte a diffondere una cultura della sostenibilità capace di mettere in relazione ambiente, patrimonio culturale, inclusione sociale e cittadinanza attiva.

In tale prospettiva si colloca il progetto TuteliAMO, realizzato nel 2023/2024 in partnership con la LUISS Guido Carli, che ha rappresentato un’importante esperienza di sensibilizzazione sui temi della sostenibilità, della tutela dei beni comuni e della responsabilità collettiva.

L’iniziativa ha favorito il dialogo tra mondo accademico, società civile e giovani generazioni, evidenziando come le sfide ambientali richiedano competenze interdisciplinari e una partecipazione sempre più consapevole dei cittadini.

La sostenibilità culturale come investimento sul futuro

Accanto alla sostenibilità ambientale, AMUSE dedica da sempre una particolare attenzione alla sostenibilità culturale, intesa come la capacità di una comunità di preservare, valorizzare e trasmettere il proprio patrimonio storico, artistico, identitario e sociale alle generazioni future.

In questo ambito, uno degli esempi più significativi è rappresentato dall’attività costante svolta nelle scuole attraverso incontri, progetti educativi e percorsi di sensibilizzazione rivolti agli studenti.

Investire nella formazione delle nuove generazioni significa costruire una cittadinanza più consapevole, capace di comprendere il valore dell’ambiente, della cultura e della legalità come beni comuni da tutelare.

La sostenibilità culturale non riguarda infatti soltanto la conservazione del patrimonio materiale e immateriale, ma anche la trasmissione di conoscenze, valori e competenze che consentano alle comunità di affrontare le trasformazioni sociali, ambientali e tecnologiche senza perdere la propria identità.

Una sfida condivisa

A quarant’anni dalla nascita del Ministero dell’Ambiente, appare evidente come la tutela dell’ambiente non possa più essere considerata una politica settoriale. Essa costituisce una delle principali condizioni per garantire salute, sicurezza, sviluppo economico e qualità della vita.

Allo stesso modo, la salvaguardia del patrimonio culturale e la promozione della conoscenza rappresentano elementi imprescindibili per accompagnare le trasformazioni in corso.

La ricorrenza del 2026 non è dunque soltanto un anniversario istituzionale, ma un’occasione per riaffermare una visione integrata del futuro, nella quale ambiente, salute, cultura e diritti siano considerati parti di un unico progetto di sviluppo sostenibile.

In questa prospettiva, il contributo delle associazioni, delle università, delle istituzioni e dei cittadini diventa essenziale per costruire una società più consapevole, responsabile e capace di affrontare le sfide globali del nostro tempo.

Katia Mammola

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