Secondo Noi, Secondo Municipio: interventi di ristrutturazione e rigenerazione urbana

Riceviamo e volentieri pubblichiamo l’ordine del giorno delle Commissioni circa gli “INTERVENTI DI RISTRUTTURAZIONE E RIGENERAZIONE URBANA NEL TERRITORIO DEL II MUNICIPIO”
Premesso che
Sono cominciati i lavori di demolizione di una palazzina sita in via Ticino 3, la cui costruzione risale agli anni ’30, con un intervento di sopraelevazione avvenuto negli anni ‘50; al posto della palazzina sorgerà un edificio residenziale di lusso. Tale evento ha suscitato una comprensibile reazione di sdegno e stupore di una parte della cittadinanza. Di fronte alle proteste di residenti e di alcune associazioni, il Campidoglio ha reso noto l’iter di rilascio del permesso a costruire, a seguito dell’acquisizione dei pareri favorevoli della Sovrintendenza e della Regione Lazio. La Giunta municipale, per quanto di sua competenza, ha 
attivato tutti i dovuti controlli, ma anche interlocuzioni con gli organismi preposti per capire se era possibile interrompere o rinviare i lavori di demolizione, tutto ciò nel quadro comunque del pieno rispetto per una attività che al momento – in assenza di notizie differenti – è pienamente autorizzata e legittima;

L’evento non è per altro nuovo nel territorio del II Municipio: ricordiamo, tra gli altri, gli interventi, pesantissimi, di trasformazione edilizia nel quartiere S. Lorenzo; il nuovo edificio in costruzione in piazza Pitagora; il recente abbattimento della ex scuola in via Asmara);
Riconoscendo la legittima necessità di impresa – per altro in una città come Roma che ha attraversato e attraversa tuttora una forte crisi economica – tuttavia questo tipo di interventi impone una forte riflessione sulla tutela di un tessuto urbano come quello del II Municipio, collocato nella Città storica per la maggior parte del suo territorio, e del quale è comunque necessario salvaguardare il più possibile la coerenza e l’integrità, nonché il valore di testimonianza storica sia dal punto di vista urbanistico che architettonico, anche a prescindere dall’effettivo valore dei manufatti.
Questo nel quadro della legge sulla rigenerazione urbana di recente approvata dalla Regione Lazio, che supera finalmente il Piano Casa Lazio della giunta Polverini collegato allo Sblocca Italia, e ne argina e delimita il regime di deroga permanente a tutte le norme di tutela e di pianificazione urbanistica, fornendo ai Comuni alcuni strumenti di intervento in caso di progetti di rigenerazione, trasformazione e ristrutturazione urbana ed edilizia, più incisivi rispetto al passato.
Considerato che
Le amministrazioni hanno comunque il dovere, di fronte a importanti trasformazioni della città, di intraprendere tutte le strade possibili per fare in modo che l’identità e la conformazione dei quartieri non sia stravolta, mettendo in campo tutti gli strumenti che la normativa mette a disposizione, e verificando la conformità alle norme del Piano regolatore;
Il Piano casa va in deroga al Piano regolatore rispetto agli strumenti attuativi e ai tempi delle procedure, rendendoli più rapidi; ciò tuttavia non significa non rispettare le prescrizioni relative ai tessuti specifici;
Il II municipio rientra nella Città storica e nello specifico nei tessuti di espansione otto-novecentesca ad isolato (T4) e a lottizzazione edilizia puntiforme (T5), all’interno dei quali, pur essendo possibili interventi di demolizione e ricostruzione, questi vanno realizzati tenendo conto del contesto urbano circostante;
Nel territorio del II Municipio sono presenti diversi manufatti ormai in disuso, che possono essere oggetto di interventi di ristrutturazione edilizia;
Il 18 luglio scorso è entrata in vigore la legge regionale n. 7 “Disposizioni per la rigenerazione urbana e per il recupero edilizio”, che all’art. 1, prevede tra le finalità quelle di “promuovere, incentivare e realizzare, al fine di migliorare la qualità della vita dei cittadini, la rigenerazione urbana intesa in senso ampio e integrato comprendente, quindi, aspetti sociali, economici, urbanistici ed edilizi, anche per promuovere o rilanciare territori soggetti a situazioni di disagio o degrado sociali ed economici, favorendo forme di cohousing per la condivisione di spazi ed attività”; “qualificare la città esistente, limitare il consumo di suolo, aumentare le dotazioni territoriali mediante l’incremento di aree pubbliche o la realizzazione di nuove opere pubbliche ovvero il potenziamento di quelle esistenti, favorire la mobilità sostenibile, in particolare potenziando la mobilità su ferro”; “favorire il miglioramento della qualità ambientale e architettonica dello spazio insediato”;
La legge regionale n. 7 stabilisce inoltre che “la Regione riconosce il diritto dei cittadini all’informazione e partecipazione civica nell’elaborazione di tutti i programmi di trasformazione dei territori, compresi i programmi di rigenerazione urbana. L’adozione dei programmi di rigenerazione urbana da parte dei comuni è subordinata allo svolgimento di specifiche attività di informazione e partecipazione civica secondo quanto dettato dai relativi regolamenti comunali. Nei provvedimenti approvativi devono essere documentate le fasi relative alle procedure di partecipazione nelle modalità stabilite dall’amministrazione comunale”.
Tutto ciò premesso e considerato
Il Consiglio del Municipio II impegna la Presidente e la Giunta a:
Richiedere, considerata la conformazione urbanistica del II Municipio e le sue caratteristiche, al Dipartimento PAU di valutare e verificare attentamente e caso per caso ogni progetto relativo a interventi di ristrutturazione urbana ed edilizia in relazione alle norme del PRG;
Richiedere che sia puntualmente applicata la norma prevista della Legge regionale n. 7 che stabilisce che gli oneri di urbanizzazione siano utilizzati per la realizzazione o la manutenzione di opere pubbliche nel territorio nel quale ricade il progetto di ristrutturazione;
Richiedere che siano predisposti programmi di informazione puntuale alla cittadinanza del territorio interessato;
Attivarsi affinché il Municipio predisponga una propria mappatura, facilmente consultabile attraverso i canali di comunicazione istituzionale, degli interventi di riqualificazione, trasformazione e rigenerazione urbana previsti sul nostro territorio;
Sia reso pien amenteoperativo il Coque, da circa quattro anni non più nel pieno delle proprie funzioni, non essendone stata ancora nominata la nuova composizione.

Roma, 19 ottobre 2017
Cons. Valentina Caracciolo, Valerio Casini, Carlo Manfredi”