Alimentazione e ricette degli italiani all’inizio del Novecento al Ministero dell’Agricoltura

0001-1Riceviamo e volentieri pubblichiamo l’invito del dott. Giovanni Piero Sanna (Direttore della Biblioteca Storica Nazionale dell’Agricoltura e dell’Ufficio Dirigenziale AGRET III).
Giovedì 15 giugno 2017
alle ore 15.30 al Palazzo dell’Agricoltura presso la Sala Lettura della Biblioteca Storica Nazionale dell’Agricoltura (Via XX Settembre, 20) si terrà l’evento “Alimentazione a cavallo delle due guerre. Come mangiavano gli italiani dal 1900 al 1940”.
In questa occasione verranno presentati i libri:
“Le ricette di Maria Montessori cent’anni dopo”: alimentazione infantile a casa e a scuola
“Cappelli e Fornelli” di Giovanna Alatri e Francesca Gagliardo: moda e ricette per le maestre d’inizio ‘900
“Brodo di rose e sole” di Giovanna Alatri: ricette futuriste con divagazioni floreali
“Ricette di Guerra 1940-1944” di Amalia de Sanctis: per una cucina semplice semplice.
Intervengono:
-la Socia di AMUSE
Giovanna Alatri (Museo Storico della Didattica Mauro Laeng–Università degli Studi Roma Tre / Opera Nazionale Montessori);
Leonardo de Sanctis, Fefè Editore
Modera: Mario Pulimanti,
Direttore Vicario della Biblioteca Storica Nazionale dell’Agricoltura

 Vi aspettiamo numerosi come sempre!

 

“Le ricette di Maria Montessori cent’anni dopo”
Il pollo ha sei cosce? Per i bimbi di oggi sì, sostiene Andrea Camilleri nel suo delizioso contributo a questa seconda edizione di “Le ricette di Maria Montessori”, rivista corretta e integrata con nuovi saggi di esperti del settore. L’impostazione è sempre la stessa: cent’anni fa un genio nazionale, Maria Montessori, “inventava” e dava una struttura a quella che decenni più tardi prese il nome di “educazione alimentare” per giovanissimi. Fu una rivoluzione, oggi è l’impegno di molti saggi, alcuni dei quali presenti in questo libro.
“Cappelli e Fornelli” di Giovanna Alatri e Francesca Gagliardo (moda e ricette per le maestre d’inizio ‘900)
In questo delizioso libro dedicato a quelle che erano una colonna della società d’inizio ’900, le maestre,  Giovanna Alatri raccoglie con la consueta arguzia ricette e modelli per la cuoca e la sartina di tutti i tempi. Il libro è illustrato con i disegni originali tratti dalle molte e serie riviste che alle maestre si rivolgevano. Prefazioni “dalla parte delle maestre” di Elena Gianini Belotti (scrittrice e saggista, autrice del celebre “Dalla parte delle bambine”), e “dalla parte delle sartine” di Enrico Capucci, Direttore della Fondazione Capucci, e Raffaella Sgubin, storica del costume Sovrintendente dei Musei di Gorizia.
“Brodo di rose e sole” di Giovanna Alatri (ricette futuriste con divagazioni floreali)
E’ il racconto appassionante e surreale della rivoluzione enogastronomica dei Futuristi e di Marinetti. Fieri oppositori della pastasciutta, non avevano speranze di divenire popolari, eppure molte delle loro combinazioni di gusti e ingredienti sono straordinariamente attuali. Negli stessi anni i Futuristi propugnarono anche la “rivoluzione floreale” sostenendo l’eticità estetica dei fiori finti.
“Ricette di Guerra 1940-1944” di Amalia de Sanctis (per una cucina semplice semplice).
Amalia de Sanctis oggi avrebbe 120 anni. Negli anni ’90 (dell’800) si era trasferita con i genitori a Roma dal paesino umbro di Parrano (Orvieto). Questo ricettario è un bel esempio dello spirito “spartano” che la guerra imponeva, dell’ingegno e dell’attenzione di Amalia all’impegno sociale, per quanto consentito negli anni ‘40 ad una giovane donna di buona famiglia.  Oggi sembra che un’altra “guerra”, più subdola e miserevole, sia di nuovo tra noi: la difficoltà di unire il pranzo con la cena. Questo libretto sarà utile a contrastarla risparmiando qualche centesimo e mangiando sano. Tra le ricette più “maliziose”: la gelatina economica, la maionese di guerra, il coniglio tesserato e infinite polpette tra cui quelle  “miracolose”.
Leonardo de Sanctis
curatore del volume, è il pronipote di Amalia. Un giorno del 2005 curiosando nella ricca collezione di libri di cucina che gli aveva lasciato in eredità la madre, s’imbatte in una busta misteriosa e polverosa; la apre e dentro vi trova il manoscritto di queste “Ricette di Guerra”, autografo dell’autrice. La “zia Amalia” a suo tempo l’aveva lasciato in eredità alla madre di Leonardo. Insomma, è questa una raccolta di ricette che si tramanda di generazione in generazione quasi per una “forza interiore”, che è quella di non voler dimenticare -costi quel che costi- come vivevamo in tempi meno fortunati.